Richiedenti protezione internazionale

Le PERSONE che hanno presentato richiesta di protezione internazionale e sono in attesa della decisione sul riconoscimento dello status di “rifugiato” o di “altra forma di protezione”.

Persone che aiutiamo con progetti di accoglienza e integrazione perché tutti hanno diritto ad una vita dignitosa.

a. RIFUGIATO

Il rifugiato è una persona che ha un timore fondato di essere perseguitata, nel proprio Paese di origine o, se non ha una cittadinanza, di residenza abituale, per motivi:

  • di razza (ad esempio, per il colore della pelle o per la appartenenza a un gruppo etnico, a una tribù\comunità o a una minoranza);
  • di religione (ad esempio, per il fatto di professare o di non professare una determinata religione o di appartenere ad un determinato gruppo religioso);
  • di nazionalità (ad esempio, per la sua appartenenza ad una minoranza etnica o linguistica);
  • di appartenenza ad un gruppo sociale (gruppo di persone che condividono una caratteristica comune o che sono percepite come un gruppo dalla società in base, ad esempio, a sesso, genere, orientamento sessuale, famiglia, cultura, educazione, professione);
  • di opinione politica (ad esempio, per le opinioni politiche, per le attività politiche, per le opinioni politiche attribuite, per l’obiezione di coscienza);

e non vuole o non può ricevere protezione e tutela dallo Stato di origine o dallo Stato in cui abbia risieduto abitualmente.

Per persecuzione si intendono, per esempio, le minacce alla vita, la tortura, le ingiuste privazioni della libertà personale, le violazioni gravi dei diritti umani. Per essere riconosciuti rifugiati, non è indispensabile essere già stati effettivamente vittime di persecuzioni. Può essere riconosciuto rifugiato anche chi abbia fondati motivi per temere che, in caso di rimpatrio, si troverebbe esposto ad un serio rischio di persecuzione.

La definizione di rifugiato si trova nell’art. 1 della Convenzione di Ginevra del 1951 relativa allo status di rifugiato, secondo la quale è rifugiato colui che “temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese; oppure che, non avendo una cittadinanza e trovandosi fuori del Paese  in cui aveva residenza abituale a seguito di siffatti avvenimenti, non può o non vuole tornarvi per il timore di cui sopra”.

In generale, le difficoltà economiche, anche se reali e in alcuni casi molto gravi, non costituiscono motivi per il riconoscimento dello status di rifugiato.

b. ALTRE FORME DI PROTEZIONE

La PROTEZIONE SUSSIDIARIA: è la protezione che viene accordata ad un cittadino non appartenente all’Unione Europea, o apolide che non possiede i requisiti per essere riconosciuto come rifugiato, ma nei cui confronti sussistono fondati motivi di ritenere che se tornasse nel Paese di origine, o nel Paese nel quale aveva la propria dimora abituale correrebbe un rischio effettivo di subire un grave danno, e il quale non può o non vuole, a causa di tale rischio, avvalersi della protezione di detto paese.

La PROTEZIONE UMANITARIA: le questure possono rilasciare un permesso di soggiorno per motivi umanitari tutte le volte in cui le Commissioni Territoriali, pur non ravvisando gli estremi per la protezione internazionale, rilevino “gravi motivi di carattere umanitario” a carico del richiedente asilo.

 

In Italia, tutti i migranti possono fare domanda di protezione internazionale.

Secondo la legislazione europea (Regolamento Dublino II) il richiedente protezione internazionale non può decidere liberamente lo Stato in cui chiedere protezione, ma competente ad esaminare la domanda sarà (nei casi più frequenti):

  • il primo stato nel quale è entrato irregolarmente;
  • il Paese che ha rilasciato un titolo di soggiorno o un visto di ingresso;
  • il Paese nel quale si trova regolarmente un familiare, se sei minorenne e non accompagnato, in Italia;
  • il Paese in cui si trova un tuo familiare che sia stato riconosciuto rifugiato o che abbia fatto domanda di asilo.